Sulla carta non si vedeva, sul posto sì


La valutazione dello spazio commerciale è arrivata prima di procedere con la trasformazione. Lo spazio era fermo da circa trent’anni e il proprietario voleva renderlo adatto a ospitare più attività.

Ho iniziato dallo spazio e da ciò che gli stava intorno: accessibilità ed edifici vicini. È emersa subito una criticità legata alla posizione dell’ingresso esistente: la parte angolare dell’edificio adiacente si proiettava direttamente verso l’accesso, penalizzando la percezione dello spazio.

L’indicazione era stata riferita al proprietario prima che iniziasse la progettazione preliminare.
Quando ho visto il progetto, sotto il profilo edilizio era corretto, ma c’erano due aspetti che non mi tornavano. Gli ingressi ai servizi e agli spogliatoi erano affiancati all’ingresso principale, mettendo insieme percorsi che sarebbe stato meglio mantenere separati. Inoltre, il progetto manteneva l’accesso nella posizione che avevo già segnalato.

Le indicazioni sono state concrete: separare l’ingresso dai servizi, chiudere la vetrata su cui si trovava l’accesso esistente e spostare l’ingresso sulla vetrata limitrofa ortogonale.

Il progetto è stato così modificato e presentato all’Ente pubblico.

A lavori quasi conclusi sono tornato sul posto. Quello spazio, rimasto chiuso per trent’anni, era diventato adatto alle attività che doveva accogliere. In meno di cinque mesi dalla conclusione dei lavori si sono collocate tre attività operative.
Non attribuisco questo risultato alla mia analisi. Il dato importante è un altro: le criticità erano emerse quando le scelte potevano ancora essere cambiate.

Il valore non è trovare il difetto. È trovarlo quando si può ancora intervenire.

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